FUOCO BENEDETTO – di Anna Meli

Sabato Santo. Sono circa le 23 e noi stiamo andando verso la chiesa. E’ un buio veramente nero e la strada in salita. Abbiamo solo una piccola torcia ad illuminare i nostri passi. Il vento fresco ci accarezza il volto trasmettendoci profumi di erbe e fiori primaverili. Passo dopo passo siamo arrivati.
La chiesa è affollata di gente che partecipa ad alcune letture preparate da un gruppo cui seguono riflessioni, preghiere e canti in un clima di grande serenità. Fuori, al lato della chiesa, c’è un ampio spazio dove è stata preparata una piccola catasta di legna e arbusti secchi, è lì che mio marito accenderà il fuoco. Lui vorrebbe che raggiungessi gli altri, ma io mi rifiuto con la scusa di tenergli compagnia e poi… la notte è magica e ti avvolge come un abbraccio e ti senti straordinariamente viva!
Un po’ di carta, un accendino, un soffio di labbra e il fuoco si accende, prima timido e dubbioso poi, più vivace e crepitante, si alza verso il cielo in lingue danzanti e faville che si dissolvono velocemente lasciando il posto ad altre in un gioco continuo. Il mio sguardo stregato da quella scena si sposta all’immensità del cielo, alle migliaia di stelle che risplendono come tanti piccoli fuochi lontani e mi stringo a mio marito. Ci sono emozioni che si esprimono solo in silenzio di fronte a tanta bellezza!
La gente sta uscendo dalla chiesa insieme al parroco in ordinata processione: ognuno ha in mano una candela spenta, il parroco il cero pasquale. Ancora preghiere e canti poi a seguire la benedizione del fuoco culminante con l’accensione del cero. La fiammella brilla vivace, candele si accostano prendono fuoco ne accendono altre ed è un tripudio di piccole fiammelle. E’ una notte di luce che riscalda il cuore!
Ora tutti si dirigono in chiesa, rimasta la buio, a seguito del parroco che innalza il cero pasquale. Le candele vacillano, qualcuno inciampa, ma non c’è la minima possibilità di cadere tanto siamo stretti e vicini.
Un attimo ancora e la luce centrale si accende mentre il suono dell’organo si mischia con quello festoso delle campane annunciando la Resurrezione. Ognuno spegne la propria candela che viene riposta per l’anno a venire mentre il cero viene collocato sul candelabro.
Questo avveniva fino allo scoppiare del covid e spero che si ripeterà ancora, anche se il fuoco verrà acceso da altri. Sentirò comunque in quel momento vicino a me una presenza amorevole. Guarderemo ancora il fuoco e le stelle insieme.
Mi dai forza, coraggio nel tuo pellegrinaggio di luce!
” GUARDEREMO ANCORA IL FUOCO E LE STELLE INSIEME”
Un modo per augurare vita, grazzzzzie🕊
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Ho avuto la fortuna di vivere la magia do quella notte a Paterno, stretta tra affetti e calore, magia che bastava per un anno, magia e calore che hanno dato frutti, ed il tuo scritto bello è figlio di quel sentimento.
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Bello, grazie
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Non so qual è il tuo segreto ma quando racconti di momenti così dolci e intensi ci fai provare un brivido che sale dal più profondo del cuore. Quanto amore tra voi sai farci vedere, una rara alchimia di un’intesa senza uguali, un’intesa che sembra la prima e l’ultima del mondo intero.
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Bella quella notte di luce che riscalda il cuore…continuiamo a cercarla perchè è vero…
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