Bandiera gialla – di Rossella Gallori

Foto di schubinger da Pixabay
Minigonna tipo Mary Quant, fatta dalla sartina di via Panicale, dieci occhielli a vela con una striscia non molto alta di tessuto jeans ed una catena dorata a mò di cintura, la camicia stretta fino all’ inverosimile, tipo Pucci, dove il giallo timido rincorreva il blu, diventando verde mela….solo i sandali alti alla schiava di un cuoio macchiato volutamente, erano veri, Albion in persona glieli aveva dati, un paio di foto ed in cambio si era portata a casa quello che poche ragazze della sua età si potevano permettere…certo bisognava avere il coraggio di portarli, poi!!
Una estate così calda la ricordavano in pochi, in quel barretto di via Taddea poi si soffocava,un 66 bollente…. Solo 4 giorni di ferie, li aveva passati a Caletta, che di Castiglioncello respirava l’aria, ospite di una parente…
Il risultato era un color bronzo dorato che bene si abbinava al rame scuro scuro dei lunghi capelli, sempre un po’ spettinati ed a quell’ aria sfacciata che la contraddistingueva dalle altre figlioline tutte vestitini di piquet appena sopra il ginocchio…
Era lì appollaiata sulla sgabello di finta pelle nera, la tracolla di crosta chiara stracolma di fogli , bic nere, pettini a coda, trucchi…e nastri per legare i capelli, a lavoro niente cernecchi a giro, le aveva detto il direttore,lei aveva obbedito e tre secondi prima di esser dietro il banco li legava stretti come sardine.
Lui non era in ritardo… per lei essere in anticipo era una prerogativa, la spuma bionda da 50 lire e quel jukebox giallo e nero l’ affascinavano e le facevano compagnia nell’ attesa… la solitudine dentro che cercava di nascondere le dava modo di essere in un modo fuori ed un’altra dentro…lei una tutta poesia…che scriveva di amori color sole…di piazze illuminate, una che scriveva poesie su tutto…per le panchine arrugginite di piazza Indipendenza…per i piccioni…per la cacche giallognole degli uccelli di San Marco… poesie d’ amore sempre…per chi non c’ era più, per chi c’ era e per chi doveva arrivare… le ultime le aveva appallata in quella borsa sdrucita con le cuciture gialle a vista, dopo l’ ennesima lite con il fidanzatino di sempre quello “fidanzato in casa” che cominciava a sopportarla poco, ultimamente, con quegli sbalzi di umore che le facevano cambiare colore al volto…spesso da giallo bile, diventava rosa amore in un nano secondo…una ragazza ingestibile.. diceva..ed aveva ragione..
Certo se l’ avesse vista conciata così ad aspettare un altro le avrebbe dato due ceffoni…li avrebbe presi scambiandoli per passione pura…
Ma lei era così, doveva avere due amori per dimenticare uno, troppo grande doloroso ed insostituibile. Era così, con orecchini più grandi di campanelle da tende, un ombretto turchese e la voglia di vederlo…apparve: giacca di lino color paglia, pantalone Principe, scarpe Raspini, camicia Old England i suoi 40 anni ben portati, un direttore di banca conosciuto mentre andava a cambiare i soldi…per bottega…Amore sieeee lei prendeva fittonate, le piaceva tradire…ed il tradimento sbucò da via della Stufa…con passo incerto…forse aveva paura di trovare sua moglie??
Le si avvicinò porgendole un pacchetto azzurro imbrigliato con un sottilissimo filo dorato….
Il cuore le batteva forte, più per il libro che per lui…le disse in fretta tutto… che era sposato che era troppo grande per lei…..che bla bla bla…tutte cose che sapeva già e che sinceramente la lasciavano indifferente…lo salutò baciandolo con meno passione, mentre scartava il libro…quello che voleva…un patetico segnalibro…alla poesia “Questo amore”…si girò e lui non c’era più. Dopo anni ricordava solo che aveva occhi color frittata di carciofi e che aveva belle scarpe, niente altro, nemmeno il nome. Prese 100 lire dalla borsa digitò tre volte L5..alzò il volume spostando il “robot giallonero” quel barrettino era casa sua, poteva fare quel che voleva…musica a palla e e e e per magia apparve Roma ed il Piper…cominciò a ballare da sola, le piaceva farlo, essere guardata senza essere nemmeno sfiorata..
SI QUESTA SERA E’ FESTA GRANDE NOI SCENDIAMO IN PISTA SUBITO……FINCHÈ VEDRAI SVENTOLAR BANDIERA GIALLA …..
Era una calda estate del 1966 o era il 67????
Non manca niente….c’è proprio tutto!…Il racconto perfetto di anni che non si dimenticano e lei così bella in minigonna e lunghi capelli ramati, lei che doveva avere due amori per dimenticarne uno!!!
Fantastico racconto Rossella… come sempre!
Grazie
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“Occhi color frittata di carciofi”: un capolavoro di espressione che dice di un verde che sembrava avere fascino e invece era solo un …verde carciofo, sdrammatizzando in un attimo un’infatuazione e restituendo il Bombolottone al suo ruolo di misero affabulatore, mentre la verità dell’amore fresco resta nel cuore di lei senza scalfirla
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Notevole davvero. Il giallo timido che rincorre il blu diventando verde mela incanta.Caletta che “respira l’aria di Castiglioncello” un tocco di vera maestria.Le poesie anche sulle cacche giallognole di Piazza san Marco un filo prosaiche ma efficaci nel presentare con realismo il problema …
E tutto il resto compreso il “tradimento che arriva da via della Stufa” più che efficace!
Brava.
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Che dire? Maestria, creatività,ironia e anima…originale come sempre
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Come sempre sei un vulcano di energia,emozioni sorprese,brava ci incanti e incuriosisci a ogni parola,come a dire ……ci spiazzi
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