Non me l'aspettavo

Una risposta che non mi aspettavo – di Patrizia Fusi

Nel periodo delle vacanze di solito i miei genitori mi mandavano a trascorre da i miei zii che erano casieri presso alcune le ville di persone benestanti.

Quella lontana estate ero alla villa Limonaia.

Trascorrevo le giornate fra il grande giardino divertendomi a aiutare lo zio nella cura delle piante, o lo seguivo nell’orto dove coltivava di tutto, c’era un grande susino della qualità goccia d’oro erano buonissime, le facevamo maturare sull’albero, quando mangiavo quelle molto mature  facevo due piccoli fori nella buccia e succhiavo tutto il frutto.

 La verdura dell’orto era per tutti, lo zio il venerdì preparava le cassette con tutta la verdura e la frutta che c’era a disposizione, il sabato il padrone di casa la portava alla casa al mare ai vacanzieri.

Lo zio era bravo nel coltivare l’orto e a seguire il giardino, aveva imparato a coltivare la terra fin da bambino essendo la sua una famiglia di mezzadri in una fattoria del Chianti

Delle volte seguivo la zia che doveva fare le pulizia in villa, essendoci rimasto il capo famiglia a lavoro a Firenze, mentre gli altri si erano trasferiti al mare compresa la servitù.

Dalla cucina dell’appartamento degli zii entravamo diretti nel guardaroba e nelle stanze della servitù.

Nel guardaroba c’era un odore particolare che mi pungeva gradevolmente le narici, al piano superiore c’erano le camere, per arrivare a queste si passava da un corridoio a balconata che si affacciava sopra un grande salone, il pavimento delle stanze aveva il parquet, la zia doveva pulirlo con molta attenzione e fatica.

 C’erano tante altre stanze, fra saloni con morbidi divani damascati, tende candide alle grandi vetrate, studio, ingresso, sala da pranzo, cucina ripostigli vari, era tutto molto sfarzoso.

 C’era un cane lupo di nome Whisky lui era il mio compagno di giochi, rare volte veniva la nipotina del contadino, che aveva la casa attaccata al dietro della vila a giocare con me, io ero molto timida e legammo poco.

Ricordo con amarezza la poco sensibilità che mia zia ebbe verso di me, una sera mentre ero affidata a lei, pur essendo un donna buona.

Per cena aveva preparato il pollo a sugo, quando tutti e tre eravamo a tavola, la zia mi chiese quale pezzo del pollo volessi , io da bambina ingenua, avendo visto come mia madre pensava prima a noi bambini che per sé , chiesi candidamente che avrei voluto il pezzo migliore, lei mi diede una risposta che non mi sarei mai aspettava, rispondendomi che il pezzo migliore piaceva a tutti, questa risposta di lei mi feri profondamente, mi sentii tanto sola e in quel momento desiderai tanto di essere a casa mia con la mia famiglia .

La mattina, dopo un sonno ristoratore ricominciai il tran tran della vita in villa, la zia non si era nemmeno resa conto di quanto mi aveva ferito e io rimasi con loro fino a quando non iniziò l’anno scolastico.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

3 pensieri riguardo “Non me l'aspettavo”

  1. Siamo stati tutti grandi paglioni, colpiti da frecce inattese…sei così dolce, senza rancori, ferita spesso e guarita sempre, che dire: brava!

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  2. Tutta la freschezza dell’infanzia con il dolce dell’ingenuità e l’amaro di delusioni mai del tutto comprese.

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