Due parole: paura e speranza

PAURA – di Luca Di Volo

Sulla paura, oscuro e atavico sentimento, si possono fare eleganti considerazioni…quando non ce l’abbiamo addosso…ma..mentre la si prova?E io in questo momento, come molti (inutile negarlo) sento che qualcosa nel sottile strato della nostra tanto vantata civiltà scricchiola e minaccia di sciogliersi come neve al sole mettendo a nudo la debolezza del piccolo “uomo”.

In questo non siamo per nulla diversi dai nostri primitivi antenati, che da tutto erano spaventati, dal fulmine come dalla tempesta,dalle malattie dalla fame e dalla morte. Però lottarono. E furono grandi perché, come noi , con la paura ci convissero,vennero a patti, si inventarono le religioni, la magia,gli esorcismi…ma resistettero. E noi moderni? Poveri signori di un mondo che vorrebbero dominare anche a rischio di distruggerlo, se basta un microscopico piccolo piccolo virus per farli ripiombare nel buio della paura. Però è anche vero che essa ci è stata utile…non si poteva andare a caccia di una bestia zannuta senza averne un salutare timore e prendere le precauzioni necessarie.

Solo che ora sarebbe preferibile avere davanti un mostro visibile.. .l’avremmo già abbattuto, come i vari Godzilla dei film. Ma questo non lo vediamo,non sappiamo che cos’è… già, l’ignoto, quello che non si sa..questo è l’oscuro sentimento che ci procura il piccolo maligno virus…

Sentiamoci invece fratelli di quei nostri piccoli e indifesi antenati,per loro era il fulmine,per noi , più smaliziati, è un virus, ma seguiamone l’esempio, non abbandonarono fiducia e speranza e piano piano scoprirono che il fulmine si poteva evitare, conoscendolo..e in questo momento sento e spero che sappiamo tutti far valere quei principi di solidarietà, di orgoglio, magari, insomma tutto ciò che fa uomo l’uomo, che ci ha salvati finora e ancora ci salverà.

La vita al tempo del coronavirus – di Mirella Calvelli

L’ispirazione e non l’inspirazione, poiché in quest’ultima risiedono tutte le nostre preoccupazioni e paure degli ultimi tempi, va al famoso romanzo di Gabriel Garcia Marquez e all’idea di poter partire su un battello isolando tutte le nostre ansie con l’amore della tua vita.

Ma non è così, noi e sopratutto io sono un animale sociale e penso anche socievole che si alimenta con l’altro e non nella fattispecie solo di  amici o famigliari.

Ho fatto e abbiamo fatto del nostro lavoro la sintesi dell’accoglienza e della condivisione, abbracciando e interagendo con centinaia di persone, da ogni parte del globo.

Ho e abbiamo aperto la nostra casa a tutto questo, reinventandoci un lavoro che traeva sfogo dalla nostra professione, ma che serviva ad attirare un numero sempre più crescente di ospiti che volevano conoscere la nostra tradizione, non solo culinaria, ma anche sociale, culturale e storica.

Ero ed eravamo orgogliosi di avere avuto l’opportunità e permetteteci  la genialità in tutto questo.

Ho iniziato queste poche righe utilizzando i verbi al passato, come se dessi per scontato che non c’è più nulla da fare…ed invece no!!

Lotterò in questo momento terribile per la nostra comunità, le nostre famiglie , il nostro paese ed il nostro lavoro per infondere un sano ottimismo, il desiderio di umanità e lo spirito di non arrendersi mai.

Cercherò di valutare e non infondere notizie vere,  infarcite di allarmismi gratuiti ai quali i media hanno contribuito con tutta la loro capacità di” penna”.

Sono una matita fiera e contribuirò a colorare il mondo e non a cancellarlo.

Voglio rassicurare chi mi sta vicino, trasformando questo triste periodo in linfa vitale  per creare nuove opportunità e sopratutto…VIVERE. Senza rifugiarsi nel piccolo io, dominato dall’arroganza, dall’egoismo, dalla paura, dalla sfiducia e dalla rassegnazione.

Siamo tutti legati ad un doppio filo e tutto quello che oggi ci accade è sicuramente l’effetto di cause che abbiamo messo in passato.

Non voglio continuare ad alimentare l’ignoranza e la disinformazione, suggerendo e suggerendomi che c’è sempre un’altra angolazione, un’altra realtà da quella soggettiva a quella oggettiva e viceversa.

Non voglio essere alleata delle mie paure e delle mie incertezze, voglio pensare positivo.

Non voglio analizzare, perlomeno qui, le cause e  l’indotto che troveremo presto in tutto quello che sta accadendo.

Sempre nel rispetto di chi se ne è andato a causa di questo virus. Poco importa se vecchio, malato o con patologie conclamate, questo nel rispetto della vita sempre.

Pare che questo virus, non sopravviva al caldo e allora spero che il paese del sole, dia il suo impegno a surriscaldarci, come altre volte ha fatto anche se non richiesto.

Da permettere ai nostri ricercatori, non solo di isolare (già fatto), ma anche debellare definitivamente questo virus prima del riproporsi dell’inverno.

Non ho le qualifiche per sindacare e disquisire in merito, se non di un cervello mio pensante, che vuole e deve rimanere fuori dal terrorismo psicologico, dalle battute free, dalle fake e dai giochi di potere.

Siamo gestibili, controllabili anche in massa, lo abbiamo visto.

Abbiamo assaltato farmacie e supermercati, spesso non per esigenza ma per colpire l’ansia. Come se una bottiglietta di amuchina o un pacco di pasta potesse rassicurarci come la coperta di Linus.

Lo sfogo per far uscire quello che nella mia testa circolava in queste ultime settimane, difficili anche famigliarmente in quanto mia suocera se n’è andata proprio nel giorno che arrivava il primo caso all’ospedale dove era ricoverata.

La difficoltà di raccogliere le forze per incoraggiare la nostra famiglia e salutarla nel modo adeguato Lei che non aveva mai allontanato nessuno, che non aveva mai negato accoglienza e il famoso piatto di “pasta”

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

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