Rumori in fabbrica – di Chiara Bonechi

Non aveva mai visitato una fabbrica, fu felice di quell’invito, era curiosa.
Entrata, vide persone come manichini, braccia che si muovevano “alto, basso, alto basso”, sempre lo stesso movimento e i nastri trasportatori che scorrevano trasportando bottiglie.
Le vedeva oscillare, ma senza mai cadere, sotto gli occhi attenti di chi era lì, immobile per ore.
Ogni tanto il nastro trasportatore si bloccava e una mano veloce ne toglieva una, il nastro ripartiva.
Lei osservava frastornata da quel rumore, tintinnio di vetri che si toccavano leggermente, cigolii metallici, colpi di ferri battuti e intanto la sua angoscia aumentava.
Si sentiva fortunata per aver trascorso tanti anni fra voci serene e grida di bambini, ogni giorno diversi, ricchi di inventiva e di speranza, in un lavoro lontano dalla monotonia di una catena di montaggio.
Un pensiero alla forza di quei lavoratori.
La dolcezza di Chiara che osserva, attenta ai particolari, con tenerezza….
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