Sei rimasta, Bambina: Stefania

Bambina con Bambini intorno – di Stefania Bonanni

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Da giovedì parlo con la bambina che è in me con consapevolezza. Lei non se ne è andata, perlomeno lei. Sono riuscita a trattenerla, e non è stato facile. Quando sono franate le montagne e le macerie hanno ricoperto tutto, la bambina ondeggiava come un palloncino, mantenuta solo da un filo fine fine stretto in un pugno indeciso , spesso tentato dal bisogno d’evadere, di lasciare che tutto se ne andasse. Non è successo, ed ora si, finalmente lo so, che il mio faro sono stati i bambini. Quelli miei, con le poesie della Franci e gli abbracci di Ricca, poi trasformati nella stessa modalità nei nipoti di oggi, quelli di allora, la mia bambina splendente ed il bambino di Paolo, che l’ha presa per mano allora e la stringe ancora. E’ stata una buona compagnia. Il ragazzino birbone con le ossa che sembravano voler uscire da tutte le parti, mi ha fatto tanto ridere. Non ricordo noia, piuttosto discorsi strampalati e risate scandalose, in momenti nei quali ridere significa “non importa, ce la farò lo stesso, oppure smettila, non ti prendere sul serio”. E poi una valanga di amore, affetto, bene, tenerezza, passione. Sono una donna molto fortunata. Quella bambina splendente è stata ben nutrita.

Non aveva consapevolezza di sé quella bambina, per fortuna. Ripensarla e’ un po’ renderle giustizia. Si vedeva magra, troppo mora, con i baffi, però sapeva che negli occhi degli altri diventava armonia. Negli anni in cui tutti hanno complessi legati al fisico che cambia, lei aveva  intorno stuoli di ragazzetti che pendevano dalle sue labbra. All’ uscita di scuola poteva scegliere, a volte ce n’erano tre o quattro. Paolo, sempre.

Lei era brava a scuola, corteggiatissima, molto amata a casa, sguazzava in un mare di dolcissimo miele, senza mai rimanerne invischiata. Era già un po’ disillusa, come se non si fidasse di sé. Volava basso. Voleva solo amore vero. Tutto il resto non le interessava.

E’ stata una donna felice, una ragazza felice, una bambina molto felice. Era tutto lì davanti.

Sembrava a portata di mano. Bastava ciondolarsi un po’ e si poteva acchiappare, quel futuro morbido come un tappeto . Ci si potevano fare capriole, al sicuro. Poi, presto, ha capito. Che tutto ha un prezzo, che dentro c’è buio, che la fatica a volte annebbia i pensieri, che la paura ha vita autonoma e molta fame. Ma nella mano,quella che ancora funziona, ha sempre stretto piccole dita magre con la terra sotto le unghie mangiucchiate, e , per ora , ce l’abbiamo fatta. Ora che il futuro e’ passato.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

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