Grazie Bambina – di Stefania Bonanni

So che ti devo ringraziare per non avermi lasciata da sola in questo mondo di grandi.
Mi piaceva essere te, sognare i tuoi sogni colorati, farmi i codini, avere le ginocchia sbucciate ed un mare infinito di possibilità, davanti. Mi piaceva crescere, ma non ne avevo la fretta che sentivo negli altri. Era come se lo sapessi che una volta grandi non si tornava piu’ indietro.
Ed allora ho stretto forte le mani intorno a me, ogni volta che mi e’ capitato, convinta che avrei sentito chi avesse quella stessa mia voglia del mondo da bambini, con gli occhi spalancati, e la lingua tra i denti dei bambini che si concentrano.
Ho stretto pensieri, istinti, voglie, sogni e colori, e mi sono persa nelle fantasie bellissime dei bambini che ho avuto la fortuna di veder crescermi intorno, e questo e’ stato un grande aiuto.
Non era facile ammalarsi, invecchiare, e mantenere nel cuore un mondo altro, fatto di un solo livello. In quel mondo si ama senza giudicare né dubitare, ci si diverte con poco, si ride da morire dal ridere, si canta con la gola spalancata, si dice tutto quello che si pensa, e nessuno si sognerebbe di demolire le fantasie arrampicandosi in spiegazioni e teoremi.
Si puo’ guardare il cielo e chiedersi serenamente se siamo sicuri che lassu’ sia cielo e quaggiù mare, o potrebbe anche essere al contrario, e quelle nuvole bianche essere schiuma di onde. Oppure guardare in su, e si guarda sempre in su, e chiedere come e’ possibile che ci siano nascosti tutti quelli che spariscono da quaggiù.
E chi risponde lo fa seriamente, non si prendono in giro i bambini, e cerca di dare le risposte oneste e serie che il ragionamento merita.
E quando alla domanda classica: “cosa farai da grande”, la risposta e’ stata: “il dottore mai” Perché? Perché se i dottori fossero bravi sarebbero capaci di guarire tutti e non avrebbero clienti, ed io non voglio essere un cattivo dottore” Logica inappuntabile.
Non ci sono sotterfugi, nel mondo dei bambini.
Non è facile invecchiare senza diventare adulti.
Ti terrò, bambina, sempre piu’ vicina.