Ciao, come stai? – di Rossella Gallori

…appare all’ alba, di un giorno di poche ore fa,su Google, tutto maiuscolo, bello da vedere, ed io ci credo:
CIAO COME STAI, PENSAVO A TE, ROSSELLA!
Leggo e comunque ci voglio credere, ancora una volta “ scema” ancora una volta” esclusa”
MA DICI A ME? DICI A ME? EHI CON CHI STAI PARLANDO? DICI A ME?… ( Taxi driver de niro )
E sogno, senza esser De Niro, mi sveglio quasi bruscamente, scopro che è pubblicità, il messaggio è fasullo, finto, come la domanda, la considerazione: comestaipensavoate, ad una me con il mio nome, che non ero io, ho pensato fossi tu che mi cercavi, che avevi bisogno di me!
Allora ti scrivo,
rivedersi…meglio di no, conserviamoci così, in un ricordo bello, un po’ siamesi, un po’ matrioska un po’ UNA sola, due a righe a te che sei me, a volte Rosy, Rossellina, Cocca, Lella e ancora Ross……ma come ci chiamavamo?
Ciao, come stai?
Ecco io sto così così, da quasi sempre, un pò in bilico, se tu sei me potremmo fare a chi cade prima, ricordi vero, quando si è rotta l’asse d’equilibrio,il giorno, l’ anno, il mese!
Se solo fossimo saltate insieme, tenendoci strette per mano, ci saremmo fatte meno male…
invece ci siamo lasciate, ed il pavimento della palestravita era duro, poco ospitale….
Come stai?
Proviamo a saltare di nuovo?
Forse
Ti vorrei portare in un posto, che ancora non so quale, ci vieni?
Ci vengo!
Ti fidi?
Mi fido!
Eppure ti ho tradita spesso!
Lo so e rischio ancora una volta.
Ti vorrei accarezzare, me lo permetti?
Nooooooo
Ora non ho dubbi, sei proprio me, ti riconosco.
Siamo noi, io e te!
Ma lì dove sei, ti trovi bene?
Ci sto e basta, non cammino, non so andare oltre, non ho gambe, non ho piedi, camminare con il culo è pesante difficile…poi per andare dove?
Ma la voce?
È poca, è alta a volte troppa, spesso impercettibile ai più, si abbassa, si alza, si perde, si annulla…tu parli?
Io si, tantissimo, in un silenzio velato di grida, qui dal mio lettino!
Sempre quello piccolo, basso, di un acciaio un po’ vissuto?
Si quello, con la rete azzurra che noi volevamo rosa.
La ricordo, rete da maschi, andava giù mi schiacciava le manine, non capivo che potevo fuggire…
Si Rosy, poi tornava su e ci proteggeva.
Non ricordo che tornasse su. Ricordo il materasso: cric croc
Era vegetale!
Solo foglie secche, di altri corpi neonati!
E quando abbiam camminato? Tu cadevi, io no.
Cadevo sempre, per farmi riprendere da mani forti, per farmi dare un bacino sulla” bua” troppe cadute, pochi baci.
Non c’ era tempo.
C’ era tempo, c’era….
Se per te è meno doloroso, diciamo, che non c’ era orologio, non c’erano ore, minuti.
Lacrime.
Sempre lacrime e capitombolo, per finta e per davvero.
Quindi, COME STAI?
Non lo so, tu?
Hai sempre l’ abitudine di rispondere con una domanda, per trasformare la verità.
Quale domanda, come stai?….
MA DICI A ME, PROPRIO A ME? MA CON CHI STAI PARLANDO? Ed ora sono De Niro, tu chi sei? Ci conosciamo?
Io sono te, tu sei me, ora la rete del lettino è sbiadita, anche lei invecchiando ha perso il suo colore…..ciao Rossella a oggi…..