Da una frase un pensiero: Rossella B.

Mi piacciono le persone ferite…..” – di Rossella Bonechi

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Non sono sicura che le persone ferite siano le migliori ma certamente nessuno è stato risparmiato. Capita che ci si ferisca camminando sulla schiena irta di cocci di bottiglia di quel muretto che è la Vita: quando si procede senza guardare bene, quando l’al di là del confine è un canto di sirena, quando le gambe stanche perdono il ritmo giusto. Poi, tutto dipende dal danno, dalla rimediabilità; ecco, più che piacermi le persone ferite rimango ammirata dalla capacità di ricucire il danno. C’è chi usa un punto stretto stretto  nell’illusione che da fuori “non si veda più nulla”, chi invece usa un filo di colore contrastante per dire ” lo strappo non c’è ma la sua traccia è visibile”; c’è chi invece butta via tutto senza nemmeno tentare, via dentro la pattumiera lo squarcio e lo squarciato.                                                                                            Penso che le persone ferite possano tirare fuori il meglio di sé quando sanno trasformare un graffio profondo in sensibilità, quando guardando la rottura nasce la tenerezza anziché la paura. Ma non è affatto facile, ecco forse perché chi riesce può sembrare migliore. Va comunque rispettato chi si chiude in un tubo di gomma per farsi scivolare tutto addosso senza bagnarsi più, per ripararsi da altri colpi, per attutire lo strepitìo, ad ognuno il suo modo.

Poi ci sono quelli che diventano carogne, incattiviti, arrabbiati con il mondo che ha disseminato di cocci taglienti il loro bel muretto dritto. Da loro, se si può, bisogna guardarsi perché il sentimento di rivalsa non guarda in faccia. Anche loro hanno ferite all’origine della voragine? Sì, ma questo è un discorso da Samaritani che appartiene ad un altro capitolo.

Allora, che dire? Camminiamo tutti in fila sul muretto tenendoci per mano, forse l’equilibrio è assicurato e può arrivare qualche grido d’avviso su un vetro un po’ più a punta. E’ una visione semplicistica e bucolica? Può essere, ma bisogna avere anche il coraggio di passare da banali sempliciotti se quei vetri vogliamo farli diventare stelle trasparenti attraversate dal Sole.

Sì, chi supera le proprie ferite è migliore perché ha il coraggio della  semplicità.  

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

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