La voce che porta – di Vittorio Zappelli

Dove porta la voce ? dove vuole e quando vuole, lasciati portare sulle sue ali a sentirla dove è nata e dove è diventata parte di te anche se assopita e silente .
Allora ti farà planare dall’alto delle mura della città verso la piccola casa “in Lucca fora” con il grande albero di castagno nel giardino in fondo al vialetto di sassi e da li entrerà nella cucina dove risentirai il suo suono mentre la sera ti prepara la cena con latte, burro e mele fritte e poi in camera con te a guardarla mentre si scioglie i lunghi capelli bianchi ed entra nel letto comune a fondere insieme i calori dei corpi nel freddo della casa senza riscaldamento. E’ la stessa che ti consola dalla malinconia per i tuoi genitori che non ci sono in quella casa che se ci pensi ..ti viene da piangere.
E d’estate mentre in città giardino al mare sei sotto l’ombrellone ,te la porterà il vento la sua voce con lei seduta vestita accanto a te sempre al lavoro a sferruzzare e raccontare storie del suo paese alla periferia della citta’ e del suo essere stata giovane madre con 2 figli vedova presto e sarta per tirare avanti. La voce è sempre pacata ma rivestita di coraggio ed è ornata di due occhi piccoli ma penetranti come spilli (per l’appunto di sarta)
Il vento cambia direzione; ora viene dal mare e la voce si fa più arguta e briosa; sorridendo complice ti farà ricordare come l’hai fatta cadere dalla bici in pineta tagliandole la strada e si è fatta anche un po’ male . Questo lei , sempre afflitta dai dolori, non lo ha mai raccontato a nessuno.
Cosi con il sorriso ha reagito nella casa grande del paese quando la voce premurosa chiedeva al ragazzo intento ai suoi giochi “ cosa vuoi da merenda ? e dopo un po’ al silenzio del ragazzo ancora “cosa vuoi da merenda ?” e cosi’ altre volte finché è arrivata la risposta insofferente “pane e culo !”
Il nome della voce: nonna Anna di Lucca

