Una parola per ognuno – Sandra e il gioco del mondo

Il Gioco del mondo – di Sandra Conticini

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Il gioco del mondo dovrebbe sempre finire che qualcuno vince e un altro perde, come succedeva quando eravamo bambini. Chi perde fa qualche lacrimuccia e amici come prima.

Dov’è finito il mondo che conoscevo da bambina?

Ai miei occhi sembrava  semplice, ognuno aveva il suo ruolo.  Il lavoro dei ragazzi era giocare, studiare, divertirsi con le cose semplici, avere rispetto delle persone più grandi di loro e, quando facevano qualcosa che non dovevano, erano nocchini.

La semplicità ormai è difficile trovarla, l’umiltà non esiste più ed anche l’amore per gli altri non si sa cosa sia.

Mi sento come una barca alla deriva perché “il gioco del  mondo” gira  intorno ai soldi, al potere, alla cattiveria,  alla prepotenza e,  anche se cerco di assecondarlo, non mi piace per niente.

Una parola per ognuno – Carla e il caos

Caos – di Carla Faggi

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All’inizio fu il caos, tirai fuori la testolina piano piano, mi guardai attorno, c’era ancora il caos.

Spingevo con le spalle ma ero incastrata, tante facce attorno a me ma tutte in altre faccende affaccendate. Dovevo riuscirci da sola.

Disincastro un braccio, poi scivola via anche l’altro; mi spingo ancora di più in fuori, ma attorno a me tutte le persone del mondo erano ancora in altre faccende affaccendate.

Mi sporgo ancora, mi sforzo, mi aggrappo a chi c’era…e poi cercando spazio riesco quasi ad uscire. Una mano si porge, la prendo. Ecco ci voleva, ora ci riesco. Grazie.