La scodella e lo zio – di Rossella Gallori

I piatti me li hai regalati tu zio, lo zio che ha cercato di salvare il mio nonno dalla fine che ha fatto.
Hai sentito il freddo di Fossoli, come sento io stasera in questo piatto fondo pieno di liquido ostile, i passi della Risiera di San Saba, il tuo cercare, il tuo non raggiungerlo mai, con i soldi nascosti nelle parti più tue.
Qualcuno da corrompere…spesso si trovava.
Acqua, lo dicevi anche tu, più gelo che acqua, scarpe poco adatte, in un febbraio freddo del 44….e quei camion che andavano, per chissà dove….
Ti ho rivisto nella scodella, che ho scoperto avere un numero…chissà che numero aveva tuo cognato, zio,…se han fatto in tempo a “timbrarlo”
Ho visto quel R.G. che è solo una marca famosa, non come me che ho le stesse iniziali…
…e con un’acqua fredda, che non si scalda mai, ho visto una leggera ragnatela, quella malattia della porcellana che ti ha colpita, scodella 174, quarantotto anni che stiamo insieme.
Me lo portasti tu, zio, te lo ricordi? Dicesti: te l’ho preso moderno, moderno come te…anche troppo e mi baciasti la mano, come si fa con una signora, io che signora non mi son sentita mai.
E ritorno con le mani nell’ acqua, ho freddo, mi sembra di esser quasi nuda in mezzo alla nebbia, vorrei gridare e non ci riesco, mi son sentita bagnata dalla testa ai piedi….mani le mie, freddissime, che hanno avuto stasera il brivido dei ricordi….quasi dimentico i Natali belli in cui ti uso, scodella con il bordo turchese e bleu, ho pensato a te Berto, a quel lungo viaggio, alla tua delusione di pietra, al tuo non avercela fatta.
Scodella, scodella bella, la scodella della Rossella….
Ora, l’ acqua sembra essersi scaldata, le mie mani no, sono un unico pezzo, unite in segno di preghiera, di dolore calmo, ho ancora molto freddo….
Tu avevi freddo zio??…..
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Brevi cenni sullo zio Alberto: nasce alla fine dell’ ottocento, abbandonato agli Innocenti, viene dopo da più grande trasferito alla Madonnina del Grappa, dove studia e diventa ragioniere, brillante e ironico somigliantissimo ad un certo Alberto Rabagliati dell’epoca, per fisico e sorriso, diventa abile cartellonista pubblicitario …pittore a tempo perso….incontra mio nonno sposo giovane, con 2 cognate in casa, una fa per Alberto….insieme fonderanno un famoso negozio di tessuti….il suo nome è nel libro dei “giusti nel mondo”.
Per me resta lo zio che ha rischiato…sempre e comunque…..con il nonno non ce l’ ha fatta, con la zia si…..grazie zio….per tutto…grazie acqua fredda di un pomeriggio di mercoledì….
L’acqua come elemento rievocativo
che insieme a immagini nebbiose e umide ci fa anche conoscere una persona bella che regala una scodella alla Rossella che il caso vuole abbia perfino le sue iniziali!
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Bellissimo Rossella, mi hai fatto venire le lacrime agli occhi, già mercoledì quando lo hai letto, ora di nuovo. Grazie
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Bello, tutto,specialmente il ricordo dello zio e il suo agire,grazie
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Mi colpisce molto la tua capacità e volontà di recuperare sempre la memoria del tuo passato familiare. La ritengo un dono prezioso e tu lo sai coltivare con sincerità, anche quando il ricordo ti causa sofferenza. Ma tu non fuggi. Trasformi in pietre preziose che fai brillare per noi. Grazie!
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