VIAGGIARE – di Anna Meli

Non ho viaggiato molto nella mia vita e devo dire che non so se mi sarebbe piaciuto. Sono stata solo una volta all’estero nella vecchia Jugoslavia di tanto tempo fa quando ancora circolavano i dinari e Tito era ancora in auge.
Ricordo paesi abbastanza poveri dove gli Italiani non erano ben visti e anzi, accolti con una certa diffidenza. Il bello lo si trovava solo in una natura verde di boschi e di prati dove molto spesso vecchi autobus colorati erano adibiti ad alveari e spostati via via dove si trovavano sole e fiori. Ricordo in particolare la città di Otocac e i suoi tetti abitati da cicogne che sbattevano le ali e gli appuntiti becchi arancioni come per salutarci e soprattutto i laghi di Plitvice.
Parlare di questi laghi dopo tanto tempo è quasi impossibile tanto erano vari e belli ricchi di cascate, di piante altissime di specchi d’acqua dove i pesci sembravano giocare e topolini che si rincorrevano poco più in là , fra i rami caduti di qualche pianta e lasciati così a ricoprirsi di muschi ed erba strisciante.
Ci fermammo, ricordo, per qualche giorno a Otocac presso una casa privata messaci a disposizione da una signora gentilissima in grado di offrirci colazione, cena oltre a camera con bagno e fu lei a dirci che una volta quei laghi venivano chiamati il Giardino del diavolo tanto erano fitti ed impenetrabili.
Fu proprio questo che ci spronò a tornarci per tre giorni consecutivi, mai stanchi di quel Paradiso terrestre! Un’altra curiosità fu che quando ci congedammo, questa signora ci chiese gentilmente di essere pagata in lire che sarebbero servite a far studiare sua figlia a Trieste e questo ci fece capire l’idea di libertà che esisteva in quel paese. La guerra ha distrutto molti di questi luoghi. Chissà se i laghi si saranno salvati da questi stravolgimenti? Voglio sperarlo!
Spero ardentemente che il giardino del diavolo sia intatto, ed intatto il suo verde, resta tutto come allora cmq nei tuoi ricordi ed è magia, sempre.
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La Jugoslavia era terra oltre il confine, diversa, sconosciuta, non libera. Andarci era già avventura. Mi piaceva anche quello che hai raccontato. l’apparizione nella chiesa, la misteriosa scia di energia buona…….
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Anche io sono stata nella ex Jugoslavia negli anni 80 bello quel verde rilassante e quei laghi con quelle cascatelle con acqua fresca. Penso dei paesi che ho visto, dopo la guerra, non ci sia più niente un vero peccato.. Andare a dormire nelle case aveva un fascino, vivevi in semplicità proprio come loro, ed eri contento perchè capivi che i tuoi soldi servivano per qualcosa di importante.
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Mi hai fatto rivivere la mia Yugoslavia .Era il 1977.Ci fermammo al laghi di Plitvice sulla via del ritorno .Eravamo arrivati fino in Montenegro e in Bosnia .I laghi uno spettacolo della natura.Si stava bene in quelle case e si spendeva pochissimo.Che bel racconto Anna.
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Bello, mi hai fatto vivere in quei posti, grazie
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