Un viaggio da ospite: Tina

Tunisi speciale – di Tina Conti

Nella vita si affrontano diversamente le scoperte del mondo nei vari periodi .

Chi è molto curioso, sente in modo indispensabile  confrontarsi con i mondi   e le tradizioni degli altri  e quindi  vuol partire.

Eccitazione e paura, azzardo e  incoscienza , sfida dei limiti caratterizzano le prime esperienze di un giovane. Così e stato  per me: andare, vedere, rincorrere senza soffermarsi molto, accumulare sensazioni. Nel tempo, però, il viaggio ha assunto caratteristiche molto più profonde.

A volte mi basta cambiare  percorso  nella mia città per avvertire il senso della scoperta, poi, di fronte a partenze impegnative, mi documento, faccio ricerca su cosa  osservare, sulle tradizioni e eventi, leggo testi che narrano la vita e i modi di un popolo, il clima,  le usanze, la storia. Questo è quello che in teoria posso fare  oggi per godere dell’esperienza del viaggio, ma quella vacanza fu molto sorprendente.

Si partiva per un mese, ospiti di un diplomatico tunisino.

L’appartamento che ci accolse si trovava al piano terreno della loro casa, una villa  in collina, a Sidi bes said, la Fiesole di Tunisi. La giovane coppia con due bambini ci aspettava.

Non avevo avuto quelle emozioni nei precedenti viaggi, ma il cuore, i miei sensi si accesero in modo sorprendente.

Sentivo odori, profumi, suoni che mi svegliavano prestissimo  il primo  mattino.

I piedi delle persone che si recavano in città si posavano sul terreno con suoni ovattati e morbidi , leggeri chiacchiericci si sentivano in lontananza, mentre si svelava il territorio ai miei occhi, la luce filtrava, brillante e calda e si posava sulla sabbia.

 Dai minareti arrivavano lamenti per la preghiera, che risuonavano  con ritmi diversi.

Sotto un limone in giardino mi tuffai in un mare di emozioni che mi incantò, poi, la spesa al mercato con  la grande sporta di paglia dove, senza incartare i vari prodotti, si mescolavano con armonia luci e colori.

La richiesta dell’aglio molto prezioso fu accolta con circospezione.

 Il venditore  mi accontentò rovistando da sotto il banco come  offrendo un tesoro. La moglie del diplomatico, di origine tedesca, si faceva rispettare e ascoltare in arabo perfetto. Una sera a cena, l’arabo con il suo abito da casa, lungo e bianco ci accolse nel giardino, il tavolo, i cibi profumati, il the alla menta molto zuccherato. Conclusero la serata, piena di luci lontane e di suoni che non mi facevano staccare l’attenzione del piacere dalla curiosità scatenata.

Il giro per la città con chi   ci vive ha aspetti molto più coinvolgenti e intensi. Fu una cosa  davvero indimenticabile l’incontro con gli amici della coppia che ci ospitava  e la visita al tramonto nel loro negozio di  oggetti e arredi  nel quartiere del mercato vecchio.

Salimmo sul terrazzo   sopra al negozio, il sole  era calato da poco, e tutto assumeva toni aranciati e rosa -viola, la sabbia rimandava bagliori di fasce luminosi e ricchi di sfumature. 

Aspettammo il buio completo , sotto di noi la moschea di alabastro si illuminò, mostrandoci la sua bellezza e la sua unicità, si sentivano suoni di preghiera .

Le pareti con la luce interna riflettevano tutti i toni del giallo, arancio, ocra, marrone dell’alabastro. Rimanemmo in silenzio incantati per tanto tempo.

Di sotto, ci furono mostrati oggetti antichi e tappeti e prendemmo il the  con i dolci al miele. A me piaceva molto un manufatto di tessuto  ricamato  molto vecchio, con colori caldi.  Insieme ad altri regali, alla partenza mi ritrovai quel drappo che ancora oggi conservo insieme alle emozioni.

 I nostri amici ci condussero nella parte del paese più aspra e  rurale, dove vivevano le popolazioni berbere, scoprimmo una realtà diversa dalla città e ancora molto legata alle tradizioni. Si parla di un viaggio che risale a circa quaranta anni fa.

Naturalmente  il paesaggio e i fiori mi appassionarono molto, le collane di gelsomini regalate ovunque per le feste  e le ricorrenze  mi stordivano cosi come il tripudio di ibiscus di tutti i colori nei parchi e giardini privati. Le buganvillee ricoprivano cancelli e prati, sfavillavano rigogliose e esuberanti.

Anche i mercati di generi vari furono fonte di attrazione e curiosità.

Le mani abili degli artigiani che lavoravano sotto  le tende davanti alle botteghe ci facevano sostare incuriositi, ricordo quanto dura fu la ricerca di una teiera che secondo la nostra amica doveva avere impresso il marchio dei tre minareti alla base per essere di buona qualità. Un viaggio accompagnato dalla passione di chi vive in quella terra è davvero diverso dai soliti.

Dopo questa esperienza mi pongo in modo diverso quando ospito amici  da fuori,

Cerco di scoprire con loro aspetti del nostro paese  vicini alle cose reali e emozionanti che provo a condividere con loro.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

3 pensieri riguardo “Un viaggio da ospite: Tina”

  1. Hai riacceso emozioni dolcissime: civiltà azzurra di Tunisi, gentilezza, bellezza…… nel mio caso anche un tentativo di rapimento…..che non ha mai intaccato il bel ricordo della scoperta. Nelle tue parole ci sono fiori, colori, movimenti e suoni…….”aspettammo il buio completo , sotto di noi la moschea di alabastro si illuminò, mostrandoci la sua bellezza e la sua unicità, si sentivano suoni di preghiera” ….quei suoni arabi che sempre ci affascinano

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  2. Si sentivano suoni di preghiera…
    C’è bellezza, c’ è profumo, c’ è un modo diverso di vivere….scopro con te un mondo senza lancette, dove il tempo è solo emozione.

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  3. Avete avuto la fortuna di fare un’esperienza davvero rara. Per intensità, durata, compagnia ed emozioni… Ne avete fatto tesoro ed è diventata parte di voi, non ne perderete mai le ricchezze che vi ha regalato. Grazie per la condivisione!

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