All’ombra del ricamo: Tina

Ombra e punt’ombra – di Tina Conti

foto di Tina Conti

La storia del ricamo, ricorda il flusso della mia  vita. Quello che è bello mi attrae, e ammalia. Le cose che non so fare,  posso provare a impararle.

Così per il ricamo, i lavori con il legno, la maglia, coltivare le piante, cucire una camicia, un lenzuolo, riparare la bicicletta.

Mi piace imparare e fare da sola .

A volte rovino e strapazzo i materiali, ma spesso mi accontento dei risultati, poi però, rubo con gli occhi ai capaci per progredire.

Ho sempre un progetto in testa e uno che devo rincorrere perché mi scappa. Confesso che prendo appunti: accomodare la seggiola, dipingere la cornice, cercare soluzione per la giacca che non mi sta più.

E mentre armeggio, mi perdo in altre occupazioni, cambio la terra a una pianta, ritocco il lavoro ad acquerello del giorno prima.

Quando ho queste giornate di 2libero” come le chiamo, la casa è un bailamme.

Ritorniamo al filo e ago: rimanevo incantata dai colori che RITA, con sveltezza metteva nei suoi lenzuoli, centri, tovaglie.

 Così da bambina mi sono comprata un paio di lenzuoli e disegnata fiori colorati.

Il lavoro da molto lontano era piacevole, ma da molto lontano.

L’estate sotto i platani, si ritrovavano le ricamatrici vere, sfilati, punto ombra, intaglio. Io ho rubato con gli occhi, decisamente i risultati mi attraevano.

Così ho sperimentato, con dubbi risultati  tutti i punti del  ricamo.,

Nel frattempo continuavo con  la scuola e lavoretti saltuari.

Rifinire golf da una magliaia, e confezionare animaletti di panno peloso.

Ho lavorato un mese intero, impestando tutta la casa per una vera miseria.

Finita la scuola, sono andata a bottega da dei decoratori su metallo.

Bel lavoro, con la lente per le miniature, suggestioni degli smalti in cottura

Ma ancora poca paga. finalmente la decorazione del legno,ero diventata brava e svelta con questo lavoro a domicilio molto ben pagato.

Ho cominciato ad andare in città per lavorare nelle scuole e i negozi di ricamo erano i miei preferiti da sbirciare e ai quali  ispirarsi.

I disegni li ho sempre fatti da sola, così ho contribuito a confezionare tutte quelle stoffe che la mamma comprava per il famoso “corredo”

Quando sono riuscita a fare il punt’ombra, mi è sembrato di aver raggiunto un vero traguardo. Così, lenzuoli, tovaglie e asciugamani erano pronti per la nuova casa da novella sposa.

In seguito il ricamo è diventato  il momento di riposo e raccoglimento.

Sempre in movimento, trovare il tempo di pace e ascolto non mi sembrava vero.

Con la radio accesa, oppure sotto l’ombra di un albero trovavo la mia oasi di pace.

Per la casa per i figli e gli amici due punti li facevo volentieri, e anche adesso, se nasce un bambino fra gli amici o parenti, un bavaglino o un lenzuolino lo faccio volentieri, proprio col cuore, perché nel  mio ricamo, come ingrediente essenziale,  ci vuole il cuore.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

5 pensieri riguardo “All’ombra del ricamo: Tina”

  1. Tina è in questa pagina: la vediamo saltare di qua e di là, poi soffermarsi improvvisa per un particolare. Può essere un disegno, o una farfalla, o un ricamo o un quadro, o anche soltanto un’ape su un fiore. Tina gioiosa e curiosa, attenta e tenace, generosa e creativa. Il suo sorriso vale un tesoro

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  2. Ho letto ed ho capito come non sono😟❣
    Ho riletto ed ho capito come vorrei essere😳❣
    Vedo una scatola di dolci praline appoggiate su un prezioso centrino… sulla scatola una scritta dorata in un arabescato corsivo : LE TINE

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  3. Non ti conosco abbastanza ma ho pensato che tu potessi essere così: un sorriso senza posa come una farfalla

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  4. “Le cose che non so fare posso provare ad impararle”. In questa frase c’è tutta la Tina: il suo desiderio di mettersi in gioco, di “sporcarsi le mani”, di fare e anche impiastricciare sbagliando. C’è una parola preziosa per l’essere umano e la felicità, ed è FIDUCIA: in sé stessa, nei materiali, nella terra, negli esseri umani… Ed è quello che da una vita, senza volerlo, insegna. Grazie!

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