Parole come fiori

Perché siamo ancora qui – di Stefania Bonanni

Il solo modo per trasformare il groviglio di malessere in idee, è  trovare le parole giuste. Senza quelle parole, continua l’affanno di cercarci alla cieca, per tentativi.

Così,  nei giorni di questo tempo inconciliabile si finisce incollati ad una finestra, muti spettatori malinconici, che non sanno neanche più ascoltare le nuvole. Non si parla più con il cielo. Non arrivano  dal cuore pensieri di meraviglia. Non affiorano alle labbra parole di cielo. Non si aspettano miracoli, non se ne fanno, quando si affoga di malessere. Proprio ora bisogna provare ad estrarre parole che danno colore e calore. E non sarà un incendio, non ci saranno miseri resti inceneriti. Saranno solo piccole parole giuste, parole da dilettanti. Che per diletto, per vivere, provano a fare, a dire, a sentire. A rendere più chiaro lo scuro che attanaglia. Solo se si fa, si vive. 

Solo se si battezza il malessere, siamo ancora capaci di non fare di tutta l’erba un fascio, di volare senza pesi. Solo leggeri, saremo quei gabbiani che hanno scelto il cielo, e le nostre ali tremeranno per il vento fresco, non per la fatica, o la paura, o la tristezza.

La felicità è un attimo semplice

Buongiorno! – di Simone Bellini

disegno di Simone Bellini

Un ricciolo si staccò da quella massa informe sulla fronte, cadendole proprio davanti agli occhi che , focalizzandolo, diedero l’ imput alla bocca per piegarsi lateralmente dirigendo il soffio mirato a spostarlo. In quel momento i nostri sguardi s’incrociarono aprendosi in un simpatico sorriso. BUONGIORNO MONDO!!!

Il Papa

Il Papa – di Carmela De Pilla

Guardava la carta con un certo distacco all’inizio, “Cosa c’entra il papa con me? Lui così sicuro, così saggio, collante indissolubile tra Dio e l’uomo, unico rappresentante del pensiero divino, lui così autorevole, forte, indulgente, clemente insomma lui, cosa può avere in comune con me? “ si disse.

Era capitato per caso che le venisse abbinato ”il papa” tra tutte le carte dei tarocchi e un po’ scettica incominciò ad osservarlo.

Eccolo, seduto sul trono con la lunga tunica e la cappa rossa impreziosita da una bordura d’oro, osservò poi con più attenzione e con un certo stupore si accorse che il numero tre si ripeteva più volte: 3 i cerchi che avvolgono la corona, 3 le dita alzate della mano destra, 3 le croci sullo scettro…

“ Ma 3 è il giorno della mia nascita!” si disse sorpresa da questa strana coincidenza.

Ancora più incuriosita cercò informazioni “Per trovare la verità occorre indirizzare lo sguardo sia verso ciò che è palese che verso ciò che è nascosto”, questo è il significato che viene dato al numero tre e allora qualcosa si dipana tra i suoi ricordi e rivede la ragazzina chiusa in se stessa, talmente chiusa che non riusciva ad aprire nessuna porta, né per entrare né per uscire.

Per molti anni aveva attraversato cieli senza stelle, campi senza fiori eppure intenso era il desiderio di conoscere le stelle, i fiori…Si sentiva trascinata in una vita senza vita, manovrata da fili invisibili che la inducevano a fare ciò che gli altri decidevano per lei.

Il tempo scorreva spietato e lei si ritrovò inconsapevolmente già diciottenne e allora capì che doveva scavare, scavare in quel deserto fino a farsi male  per  cercare ciò che di prezioso era nascosto dentro di sé.

-Il papa rappresenta il ritorno al passato, alle proprie radici e poi guarda, è seduto quindi sicuro, forte, le disse Cecilia.

Via via capiva sempre di più la connessione che c’era fra lei e “il papa”… Nel suo passato era stata travolta da una bufera che tormentava “il suo dentro” e così in un percorso lento e faticoso cercò la verità, con lealtà e impegno e, guidata da una forza impercettibile scoprì  ciò che di vero c’era in lei, incominciò così a rileggere la sua vita.

 L’unico modo per darsi delle risposte e per cercare un equilibrio tra il corpo e lo spirito era ritornare alle sue radici, rovistare nel suo passato, un passato doloroso sì, ma era l’unico che aveva, era la sua storia e doveva proteggerla.

Un oggetto di Anna

Il calice di olivo – di Anna Meli

Ci sono giornate vuote, piatte, silenziose; giornate che non sembrano avere né inizio né fine, giornate nelle quali nemmeno ti sembra di esistere e cerchi affannosamente qualcosa che ponga fine  a questo tuo sentire e finalmente trovi conforto rifugiandoti  nella tua stanza preferita: la camera da letto.

            Siedi su quella grande vecchia poltrona che ti abbraccia e ripensi con dolcezza ai momenti in cui ti accoglieva quando allattavi i tuoi figli e li coccolavi nella loro crescita. Il senso di vuoto ora  è riempito da piacevoli ricordi e il freddo che si era impossessato di te sta man mano passando.

            Volgi lo sguardo intorno e con esso accarezzi le cose; ti fermi sui ritratti di famiglia, sullo scrigno a forma di cuore regalatoti da tua figlia, sul piccolo carillon che tuo figlio ti ha portato da Vienna e ne togli la polvere del tempo. Lì vicino c’è un calice di ulivo realizzato dal tuo lui, ha nervature bellissime, sembra intravedersi il busto di un uomo col braccio alzato come a difendersi da qualcuno o qualcosa. Ricordi con quanta passione e attenzione è stato creato e quanta gioia e soddisfazione ha provato quella sera quando te lo ha mostrato.

            Lentamente ti alzi dalla poltrona, sfiori con le dita quel legno vivo ti spogli di quel senso di vuoto e  fai ritorno alla normalità.

Volta la carta – Fabrizio De André

C’è una donna che semina il grano
volta la carta si vede il villano
il villano che zappa la terra
volta la carta viene la guerra
per la guerra non c’è più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati

Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu

carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più.

C’è un bambino che sale un cancello
ruba ciliege e piume d’uccello
tira sassate non ha dolori
volta la carta c’è il fante di cuori.

Il fante di cuori che è un fuoco di paglia
volta la carta il gallo ti sveglia

Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica
ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte intorno alle dita
ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte in mezzo alle dita.
Mia madre ha un mulino e un figlio infedele
gli inzucchera il naso di torta di mele

Mia madre e il mulino son nati ridendo
volta la carta c’è un pilota biondo

Pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta

Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira veloce che parla d’amore
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira che gira che parla d’amore.

Madamadorè ha perso sei figlie
tra i bar del porto e le sue meraviglie
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto
paga il riscatto con le borse degli occhi

Piene di foto di sogni interrotti
Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.