Giallo bambino

Costume giallo – di Tina Conti

Lo rivedo, con quelle gambette scattanti e vivaci , sguazzare nella vaschetta di gomma posata sul piazzale di casa: aveva scelto il giallo, quei pantaloncini erano la sua passione, voleva solo quelli per fare il bagno.

Dovevano essere lavati e asciugati in fretta, senno’ si rischiavano musi e capricci, non era difficile accontentarlo, era il primo nipote e per lui si facevano capriole, anche le caramelle avevamo trovato gialle.

E la scia di giallo e’ proseguita per diverso tempo.

Un pigiamino con le papere, le ciabatte per il mare, la maglietta  con le righe.

Poi, contagiato dagli uomini di casa, è passato ai colori della squadra del cuore.

Viola la sciarpa, la maglietta, le bandierine.

Adesso non so proprio per quale colore tifa, e’affascinato dagli abiti  sportivi, dai personaggi del mondo della canzone e dai loro vestiti, dal parrucchiere si contratta per ore sulla lunghezza del ciuffo, e quante sbirciatine si da negli specchietti delle macchine.,.

Nel mio bagno si è impossessato  del gel  per i capelli, e con quanta attenzione si spazzola e liscia prima di uscire.

Fatico a stare dietro alle nuove passioni, sono sempre in ritardo.

Ridono di me quando propongo cose che mi sembravano  interessanti: -Ma nonna, queste sono cose da piccoli, a te piace sempre la peppa pig e Mascia e l’orso, ma a noi fanno ridere.

Provo a seguire le dritte che mi danno ma, sono sempre  indietro, sono io che rimango a bocca aperta quando mi istruiscono sulle potenzialità delle  nuove tecnologie; ho pensato di prendere lezioni  da un esperto per spiazzarli e stupirli!

So pero’ che non ce la faro’ mai e allora gareggio sulle mie specialità , le cose fatte con le mani , la cucina e le piante….sul disegno sto per essere superata

Ma sono contenta così, perché ora che sono diventati cinque, terreno su cui lavorare ne ho parecchio. E con i colori posso spaziare a piacimento.

Giallo struggente

Giallo struggente – di Luca Di Volo

foto e quadro di Luca Di Volo

Giallo, mio giallo, giallo struggente

Tu che inondi del giorno l’ora più morta

Fermando nel tempo eterni attimi di luce

Dell’oro imperiale colorata

Nell’aria immota qui si può vedere

Squarci insperati di strade illuminate

Sullo sfondo che ci illude

D’azzurro mare un’onda pietosa

E in questa visione il cuor si ferma

Ma grato  rivive nella sosta

In cui s’immerge in quest’ora gialla

Illuminato dal tuo struggente ardore.

Giallo ginestra

La ginestra di Nina – di Nadia Peruzzi

Foto di Thomas B. da Pixabay


L’ultima cosa che sentì fu il profumo inebriante della ginestra. I suoi occhi restarono aperti come per bere anche l’ultima goccia di quel mare di giallo inondato dalla luce del sole di agosto.
Era morto così, a pochi chilometri da casa su una di quelle colline che amava tanto. Era morto durante un rastrellamento dei tedeschi che avevano attaccato la sua brigata.
Era scappato di casa poco tempo prima, sentiva di dover fare qualcosa anche lui. Si stava preparando finalmente la discesa delle formazioni partigiane verso Firenze, mentre inglesi e americani si stavano avvicinando e i combattimenti si erano accesi in più punti. La resa dei conti era prossima.
L’attacco tedesco era iniziato di notte.
Erano arrivati di soppiatto cercando di togliere alla brigata qualsiasi possibilità di difesa. Ma da parte dei partigiani ci si aspettava qualche reazione velenosa da parte di chi sa di avere i giorni e le ore contate.
La brigata si era riorganizzata subito e si era posta sulla linea di risposta in modo efficace. Alla levata del sole le posizioni erano tutte riconquistate e l’attacco respinto.
In un momento di calma , Giovanni aveva deciso di seguire tre dei suoi compagni in direzione di un’altura da cui poter osservare meglio l’intrico dei sentieri che convergevano verso la collina sulla quale si trovava il suo raggruppamento.
Non c’era ombra di tedeschi da nessuna parte.
Le autoblindo e gli altri mezzi usati per avvicinarsi erano spariti,la ritirata sembrava effettiva e Giovanni e gli altri avevano deciso che era possibile rientrare .
La gragnuola di colpi arrivò improvvisa.
Sentirono l’aria lacerata dai sibili, prima di sentire i rami e le foglie degli alberi attorno a loro sfrigolare e spezzarsi una volta che le pallottole li raggiungevano.
Giovanni aveva trovato rifugio in mezzo ad una muraglia di ginestre.Gli era sembrata perfetta come nascondiglio. Non sentì arrivare il colpo, era troppo preso dalla tensione. Le sue dita non avevano mollato nemmeno per un attimo la presa sul mitra con cui stava rispondendo ai colpi del nemico.
Le forze gli mancarono all’improvviso. Sentì lo sguardo appesantito, mentre la vista gli restituiva una immagine sempre più sfocata di ciò che gli stava attorno.
Si sentiva affogare in quel mare tinto di giallo, mentre artigli sempre più gelidi lo trascinavano nel profondo di un vortice che gli spezzava il fiato e la volontà.
Pensò a Nina e al suo visetto pulito e allegro. Con le ultime forze riuscì a tirare a sé un ramo di ginestra per sentirne il profumo, come quel giorno che le aveva regalato un mazzo di quei fiori.
Nina, con quei suoi capelli corvini e il rametto di ginestra dietro all’orecchio a renderli splendenti come il sole.
Nina,Nina,Ni….