La pagina dedicata alla trasformazione di poesia in prosa – Sei

Il vuoto bianco – di Vanna Bigazzi

da:

Bianco gelido

Di Carmela De Pilla

Il pallore del tuo volto

si confondeva

con il bianco lenzuolo

che avvolgeva il corpo

e lo proteggeva

dal gelido alito della morte

appena giunta.

La tua anima gentile

ora vaga

nell’immenso.

E io sono piena di te.

Nel chiarore del lenzuolo non distinguo il tuo volto, eppure lo guardo, insistentemente voglio trovarlo ma i miei occhi non sanno vedere: confondono il tuo pallore col candore che avvolge il tuo corpo. Non voglio riconoscerti in queste sembianze dai confini incerti. Giunge un pensiero consolatore, forse sei protetto e il tuo sorriso non può sparire nel bianco del nulla. Così ti vedo, riconosco la tua anima gentile, etereo vaghi nello spazio infinito, parli col mistero, capisco che te ne sei andato lontano. Il vuoto,  solo il vuoto adesso ci circonda, miracolosa impronta di sogno…    Ma io sono piena di te

La pagina dedicata alla trasformazione di poesia in prosa – Cinque

Il viaggio – di Nadia Peruzzi

Itaca / Constantino Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga, 
fertile in avventure e in esperienze. 
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
non sarà questo il genere di incontri 
se il pensiero resta alto e un sentimento 
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. 
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, 
né nell’irato Nettuno incapperai 
se non li porti dentro 
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga. 
Che i mattini d’estate siano tanti 
quando nei porti – finalmente e con che gioia – 
toccherai terra tu per la prima volta: 
negli empori fenici indugia e acquista 
madreperle coralli ebano e ambre 
tutta merce fina, anche profumi 
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi, 
va in molte città egizie 
impara una quantità di cose dai dotti

Sempre devi avere in mente Itaca – 
raggiungerla sia il pensiero costante. 
Soprattutto, non affrettare il viaggio; 
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio 
metta piede sull’isola, tu, ricco 
dei tesori accumulati per strada 
senza aspettarti ricchezze da Itaca. 
Itaca ti ha dato il bel viaggio, 
senza di lei mai ti saresti messo 
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. 
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso 
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


La nave era alla fonda in attesa di salpare. Di fronte a perdita d’occhio il blu cobalto del mare, dietro le rovine fumanti della città appena conquistata per mezzo dell’inganno di un cavallo di legno.
Opera sua la levata di ingegno che aveva permesso di rompere le ultime difese della città resistente. Sul terreno le spoglie degli eroi,amici e nemici accomunati dalla sorte avversa, erano li a testimoniare dello scontro all’ultimo sangue che aveva visto impegnati per anni eroi leggendari, dei e semidei.
Di Ilio non rimaneva che cenere.
Era ora di tornare a casa.
La tolda della nave appena sopra di lui, la prua orientata in direzione della sua terra, Itaca. Aveva lasciato là sua moglie e suo figlio e non vedeva l’ora di ricongiungersi a loro. Sperava in un mare calmo e si augurava che gli dei che lo avevano sostenuto in battaglia lo accompagnassero benevolenti anche sulla via del ritorno.
Aveva già messo piede sulla scaletta quando un vecchio lo raggiunse.
Sembrava affaticato, si trascinava reggendosi ad un bastone, ma il suo sguardo era saldo, come se le forze che lo stavano abbandonando si fossero concentrate in quegli occhi neri e ben aperti sul mondo circostante.
Il vecchio gli parlò in un soffio. Quello che gli disse lo lasciò turbato e al tempo stesso lo aprì ad altre prospettive.
“Punta diritto alla tua isola ma fai di tutto perché il tuo viaggio non sia breve. Non augurarti che lo sia. Di esperienze ne hai fatte tante, ma non privarti dell’occasione di fare di questo viaggio un’epopea nella quale misurare la tua anima e il tuo intelletto.
Non ti accontentare degli approdi facili, delle colline appena accennate, non temere i venti impetuosi, né la furia delle tempeste. Se guidi la nave con animo saldo, cuore sereno e mente ferma non avrai nulla da temere.
Quando la tempesta si diraderà vedrai terre che mai avresti immaginato di toccare nel tuo peregrinare. Incontrerai popoli che non hai mai pensato di incontrare prima e porterai con te le merci pregiate che producono, cederai ai loro profumi inebrianti , non resisterai al fascino delle madreperle, dell’ebano e al blu profondo del lapislazzulo.
In altre terre ti fermerai solo per il gusto di imparare dai sapienti e per conoscere usi e tradizioni a te sconosciuti.
Fai in modo di avere sempre in mente il tuo obbiettivo, la tua Itaca , ma non affrettarti , godi del lento fluire del tempo senza forzare in alcun modo. Puoi arrivarci anche col pelo canuto, e sarà ancora più bello il ritrovarla ricco dei tesori e delle esperienze accumulate.
Scoprirai man mano che Itaca non è solo la meta , è il viaggio. Il segreto che ti si rivelerà è questo.
Cerca e trova te stesso nel viaggio. Non smettere mai di cercare . Non porti limiti che possano piombare le ali del tuo ingegno o fiaccare la tua volontà. Tieni sempre alti gli obbiettivi. Non abbassare lo sguardo per guardare la polvere. Puntalo sempre in alto verso il cielo, il sole, la luna , le stelle e pensa a montagne sempre più alte da scalare una volta che ne hai già conquistate una.
Non farti fermare dal mito che vuole che oltre le Colonne d’Ercole ci sia un nulla fatto di precipizi, pericoli e mostri. Non c’è barriera che non possa essere superata. Osa anche l’impossibile, solo così potrai dire a te stesso che la tua vita ha avuto senso.
Voltati indietro solo per imparare dagli errori che hai potuto compiere nella prima parte del tuo cammino. Nel percorso che stai per intraprendere non temere di compierne altri, di nuovi. Anche gli errori sono una parte importante sulla via della consapevolezza di sé e della conoscenza del mondo attorno a noi e della sua immensa ricchezza.
La via della conoscenza la troverai più esaltante di qualunque altra impresa tu abbia già compiuto. Talora la scoprirai più ardua e faticosa di qualunque battaglia tu abbia combattuto fino ad ora. La storia che ti ha portato su questi lidi ti ha indotto ad usare l’inganno per una conquista che dietro di sé ha lasciato cenere e lutti.
Se gli dei saranno benevolenti , il nuovo percorso ti sarà più propizio. Costruirai più che distruggere. Metterai insieme un mosaico di pezzi talora minuti e scoprirai giorno dopo giorno che ogni cosa conta, ogni cosa serve nella ricerca infinita di dare un senso alla vita.
Che la curiosità e la voglia di conoscere il mondo degli uomini, delle loro opere e della natura non ti abbandonino mai è l’augurio che ti faccio.
Non temere, ritroverai la tua Itaca. Resta sempre lì ad aspettarti. È un puntino in mezzo al mare che è parte di te da sempre , le tue origini sono lì , a lei devi quello che sei stato e quello che sarai.
Qualunque cosa dovessi trovare al tuo ritorno non potrà mai deluderti. Anzi è sicuro che potrai comprenderne ancora meglio tutta la sua ricchezza e il suo significato .
Ragazzo punta al largo. Gli dei ti siano accanto nel lungo viaggio.
Nel viaggio, man mano, capirai le parole di questo vecchio sdentato che ha più vita dietro le spalle che davanti. Non cedere, ce la puoi fare. Continua il cammino, fallo anche per me.

Bianco sapone

Bianco sapone – di Tina Conti

Foto di Iin Wibisono da Pixabay

Certo la modernità ci fa vivere con più leggerezza e praticità la vita.

Non potremmo immaginare oggi azioni e pratiche che si facevano un tempo

Come cucinare con il fornello a carbonella, fare il bucato con la cenere, scaldare la casa con stufe e camini, prendere l’acqua alla fontana.

Io pero’ non riesco a fare a meno del vecchio pezzo di sapone  da bucato, con cui stropicciare, insaponare  oggetti e capi di vestiario .

Amo quello di Marsiglia  per il profumo e le sensazioni sulle mani, per quella schiuma bianca con la quale ho tanto giocato da bambina che piace ancora ai piccoli per quella  nuvola che scivola via, cambia consistenza, cresce, si modifica, sparisce. Incantati dai giochi, persi nella magia delle emozioni vedono la schiuma colare fra le piccole dita, spalmarsi  sulla pelle.

  Provano a raccoglierla nei palmi, appoggiarla sulle superfici  per poi essere cancellata  da spruzzi  di acqua.., la voglia di assaggiarla o leccarla si blocca ai primi tentativi, ma tutti prima o poi ci provano.

Soppiantato  ormai dal sapone liquido, molto più pratico che non  si appiccica e secca, ormai il vecchio pezzo di sapone  viene usato sempre meno.

Ma quanto è prezioso per un piccolo bucato delicato, per togliere  patacche di unto e di grasso, per fare un lavaggio poco aggressivo per la pelle.

E le storie che sono state inventate; come quella della povera bambina che lo faceva scivolare nel fiume per error, si ritrovava per la sua gentilezza colma di doni nella casa dei gatti e a differenza della sorella dispettosa, tornava a casa con una bella stella sulla fronte vestita come una regina.?

Insomma, il sapone da bucato ha animato la nostra vita, di  bambini e di adulti e come tutte le cose magiche, continuerà a emozionare anche quando sara’ un oggetto da museo o relegato in una scatola gioco?

Giallo audacia

Il giallo è un colore ardito, forse difficile da indossare, legato al sole e al caldo, ma anche all’acidità del limone. Un bel giallo solare rincuora.

foto di Carmela De Pilla

Il giallo del pulcino. Il becco giallo del merlo.

“Il giallo è una vibrazione molto favorevole per l’attività mentale o intellettuale, in quanto promuove un chiaro stato d’animo. Il giallo aumenta la consapevolezza e allevia la depressione, la tristezza, o qualsiasi tipo di sconforto”. (Tae Yun Kim).

“Il giallo è il colore più prossimo alla luce“. (Goethe)

Eppure…...

Il giallo delle rose è gelosia nel linguaggio dei fiori…. e guai a sbagliare il colore di un mazzo donato.

Foto di Daniele Violi

Giallo nell’ignobile marchio della stella ebraica, che a Rossella non piace (non regalatele niente di giallo!)

Le pagine o le stoffe ingiallite dal tempo.

I capelli sono biondi ma non gialli o ingialliti, altrimenti una bella immagine acquista un tono dispregiativo.

Gli occhi gialli di un gatto nero inquietano.

“Non superate la linea gialla“!!!! Oppure il cartellino giallo dell’arbitro

Il giallo del semaforo è attenzione!

Giallo può indicare malattia.

E il libro giallo!!! Un tipo specifico di letteratura……….

Foto di Peggy Choucair da Pixabay