Il bianco dei mandorli

Segnali di rinascita – di Tina Conti

foto di Tina Conti

Passate le feste, comincio a scrutare la terra e la campagna cercando i primi segnali di risveglio.

Le gemme ingrossate sugli alberi spogli, i primi bocci socchiusi fra le foglie di elleboro, le spelacchiate margherite bianche nei prati ghiacciati, le giunchiglie a mazzetto nelle prode al sole.

Ma quello che amo scoprire sono le nuvole bianche dei mandorli.

Che gioia passare vicino o  vedere nel mezzo a un campo  tutto quel chiaro, a volte sfumato sul rosa, sentire quell’energia , quella vita in esplosione che apre il concerto della primavera.

E poi tutto si muove, fra le foglie secche fanno capolino i bulbi piantati in autunno, ricomincia quella magia che incanta e commuove.

Passa il tempo, accadono tante cose, la natura sapiente riscrive le sue sinfonie.

Messer Bianconiglio

dal web

Una riflessione, un pretesto per pensare:

«Ma tu mi ami?» chiese Alice. «No, non ti amo.» rispose il Bianconiglio.

Alice corrugò la fronte e iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
«Ecco, vedi? – disse il Bianconiglio – Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesci a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata. Proprio per questo non posso amarti. Perché ci saranno dei giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò. Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione. Ma se non ti ami almeno un po’, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno.
La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò, Alice no, non ti amo. Non posso farlo.»