Pesci intorno a noi

Ho pescato nel fiume…..

Una storia di vicinato – di Chiara Bonechi

Non ho avuto bisogno di allontanarmi troppo, l’ho trovata lì, a due passi da casa mia, l’ansa del fiume dove mi sono fermata e ho teso la canna in attesa di una storia.

Ho pescato quella di una casa a due piani e dei suoi abitanti.

La casa è all’interno di un cancello verde, al centro di un piazzale di ghiaino, la vedo dalla mia finestra.

Intorno al piazzale aiuole con rosi, ranuncoli gialli e un albero di pesco.

La porta d’ingresso è dalla parte opposta al cancello e dalla strada si vedono solo le finestre, le stesse sopra e sotto.

La casa fu abitata da due fratelli, ciascuno con la propria famiglia, moglie e un figlio maschio il più anziano, moglie e una figlia l’altro.

L’appartamento di sopra si diversifica dal sotto per una veranda che sporge verso il fiume sul confine, è quindi leggermente più grande oltre che più luminoso .

Ed è forse perché più grande che insieme al figlio minore abitava  la mamma dei due.

Oltre la casa si estende un grande appezzamento di terra diviso a metà, il confine è segnato da un filare di viti.

Appena ho abitato la mia casa vicino alla loro, soprattutto a primavera e in estate , seduta sul terrazzo ho iniziato a conoscere i due fratelli che, al ritorno dal lavoro, si fiondavano nel campo a fare l’orto o la vigna.

Anche le rispettive mogli uscivano di casa nel tardo pomeriggio e anche loro zappettavano per abbellire una parte del campo con vasi di fiori.

Dei loro figli, cugini con poca differenza di età, ricordo le voci melodiose, entrambi avevano il dono di saper cantare come usignoli.

L’armonia che si respirava osservando quel brulichio di persone laboriose mi teneva compagnia.

Un giorno, lo ricordo caldissimo, ero nel bagno a farmi i capelli, quando fra il rumore continuo del phon sentii un gran movimento di ghiaia spostata e grida.

Ebbi l’impressione che qualcosa di grave stesse accadendo e non resistetti dall’affacciarmi alla finestra.

Fu un attimo ma in quell’attimo riuscì a vedere il fratello maggiore che, con un forcone in mano, rincorreva la cognata e lei strillando e correndo cercava di salvarsi infilandosi nella porta di casa.

L’immagine mi terrorizzò.

Non ho mai saputo qual era stata la miccia che aveva innescato tanto fuoco.

Seppi poi da confidenze  ora dell’uno ora dell’altro che le divisioni degli appartamenti con annessi aiuole, marciapiedi e terreno non li trovava d’accordo e mai li trovò.

Per anni abbiamo sentito grida, si sono visti arrivare carabinieri più volte in protezione di chi si sentiva attaccato, finché il fratello del piano di sopra si è trasferito e  l’appartamento è stato affittato.

Il più anziano  ha trovato così la sua pace o per lo meno sembrava ed ha continuato a trascorrere ore in quel campo lavorando l’orto e la vigna; regalava con piacere a noi vicini insalata, zucchine e pomodori freschi in cambio dell’attenzione ai suoi sfoghi.

Era un buon uomo, affettuoso e generoso ma quelli che lui sentiva soprusi gli facevano scattare una rabbia furibonda, incontrollata.

Eppure tante sere d’estate, soprattutto dopo la morte della moglie, mi ha fatto compagnia appoggiato alla rete di recinzione guardandomi annaffiare e impartendo consigli su come curare le piante.

Io lo ascoltavo, era davvero sapiente in questo.

Poi si è ammalato e le forze per lavorare il campo lo hanno lentamente abbandonato.

Mi diceva “chi sa che ne sarà di tutto questo quando io non ce la farò più!”

Aveva ragione. Dopo la sua morte ho visto il degrado di quella casa e del terreno intorno ed ho rivisto il fratello che ha messo in vendita il suo appartamento

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

2 pensieri riguardo “Pesci intorno a noi”

  1. Si, pure io ho pensato alla storia di Stefania mentre ti leggevo. Complimenti siete state molto brave ambedue. Le storie raccontate con affetto generano ricordi e scintille per dar vita ad altre storie.

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