Le frittelle – di Anna Meli

Succede a volte che sentendo un odore particolarmente gradevole, questo ci riporti indietro nel tempo e ci faccia rivivere momenti più o meno felici. E’ tempo di carnevale e non è raro passando per le strade di paese sentire un odore che ci stuzzica il naso e ci fa venire l’acquolina in bocca: odore di frittelle. Ricordo che la mia mamma usava farle per San Giuseppe. La mattina si alzava molto presto per friggerle perché, diceva, non ci voleva fra i piedi, ma quell’odore di vaniglia ci svegliava prima delle sue previsioni e l’assaggio era d’obbligo.
Avevano un sapore-odore a dir poco divino e se fosse stato per noi, non sarebbe finita lì, ma lei con fare autoritario ci rispediva a letto dicendoci che si sarebbero potute mangiare solo nel tardo pomeriggio. Ed era così che venivano servite in capienti vassoi di porcellana a parenti ed amici arrivati apposta per l’occasione.
Ho avuto altre volte l’occasione di mangiare le frittelle, ma non buone come quelle, sarà forse perché quel sapore, quell’odore era un tutt’uno con l’allegria, l’amicizia, il gioco e la gioia di stare insieme.
Teneramente vaniglioso…
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